CULTURA, ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Il patrimonio artistico è il simbolo dell’identità culturale di un popolo e testimonianza dell’evoluzione umana.

In questo particolare e delicato momento storico, riteniamo che sia prioritario rilanciare con fermezza il tema della cultura e del patrimonio. Ognuna di esse è espressione e fondamento dell’identità e della qualità sociale dei cittadini.

Quest’ultima diventa la misura con la quale le persone hanno la possibilità di partecipare attivamente alla vita sociale economica e culturale del paese. La loro partecipazione può solo incidere positivamente allo sviluppo delle comunità, migliorando così il benessere collettivo e individuale. Lo stimolo culturale è di fatto un elemento di emancipazione, individuale e sociale.

Riteniamo che la cultura sia sinonimo di partecipazione, di inclusione sociale, di eguaglianza. L’impegno dei cittadini si nutre della consapevolezza che la cultura e il patrimonio siano il cuore dei diritti costituzionali della persona, e insieme il collante della comunità.

Riconosciamo, sosteniamo e incentiviamo il rapporto tra la cultura e lo sviluppo economico sostenibile: la cultura, può e deve essere motore di crescita economica, dei redditi e dell’occupazione e insieme fattore di miglioramento della qualità sociale

Noi Cittadini, vogliamo che la cultura favorisca l’inclusione sociale, promuova il dialogo, la fiducia e la cooperazione. Desideriamo che i musei e i teatri diventino centri culturali in rete, dialoganti tra loro. Il capitale culturale di cui siamo eredi e custodi, può incrementare, se opportunamente gestito, il capitale sociale, ovvero tutte quelle buone pratiche che rafforzano le relazioni tra gli uomini, favorendo il dialogo interculturale e la crescita individuale.

Ricostruire l’identità nazionale attraverso la conoscenza del nostro patrimonio e il suo rispetto.
Unire sotto un unico ministro Miur e Mibact.

  • Ricostruire e rafforzare l’identità nazionale attraverso la conoscenza e la condivisione del nostro patrimonio di cui ogni cittadino è erede e custode.
  • Inserire nell’accordo con il Miur più ore di storia dell’arte e di educazione civica, sottolineando la centralità assoluta di queste due materie nella formazione didattica e personale dei ragazzi e dei cittadini.
  • L’educazione civica, ad oggi affidata ai docenti di storia, gradualmente dovrebbe essere affidata a docenti specializzati che dispongano di adeguate ore a settimana).
  • Crediamo che sia fondamentale promuovere nei settori dell’istruzione e della formazione azioni finalizzate all’innalzamento delle competenze trasversali sociali e civiche, relative al patrimonio e non solo. Sono essenziali per costruire una cittadinanza consapevole, responsabile, connessa e interdipendente.
  • Rilanciare e rafforzare il ruolo degli Istituti Italiani di Cultura all’estero: queste realtà dovrebbero essere la vetrina dell’Italia all’estero. Non si tratta solo di rappresentare il nostro grande passato, ma di dare visibilità e spazio ai nuovi creatori d’arte nel contesto internazionale.

Costruire una rete unica per il turismo, mettendo in connessione le realtà che si occupano di tematiche simili

  • Riteniamo necessario promuovere e incentivare la costruzione di un network tra tutte quelle realtà che gestiscono le stesse tematiche, (es. i siti archeologici, i musei di arte contemporanea, di archeologia etc. etc.) per avere una mappatura completa a disposizione di tutti, turisti e visitatori, interessati a specifici argomenti.

Digitalizzazione di tutto il patrimonio in modo da riuscire in futuro ad avere un monumento digitale di tutta l’Italia che possa anche permettere di programmare un monitoraggio costante e una manutenzione preventiva.

  • Digitalizzazione dell’intero patrimonio culturale e paesaggistico del Paese, all’insegna di un lavoro sinergico tra esperti storici dell’arte, archeologi, ingegneri, architetti, restauratori, e professionisti del digitale. L’intento è la creazione di un sistema che permetta di monitorare costantemente siti, monumenti, palazzi, etc… e di prevenire situazioni critiche intervenendo per tempo. Il processo di digitalizzazione porterebbe a molteplici possibilità occupazionali, coinvolgendo le numerose figure specializzate e preparate nei nostri stessi Atenei.

Stabilire dei canoni per una nuova accessibilità dei siti e musei per tutti anche diversamente abili, servendosi delle nuove tecnologie. Riformulare le politiche di acesso ai musei con uan differenziazione del costo d’ingresso. Estensione della gratuità di accesso ai musei statali per tutti gli studenti universitari di qualsiasi facoltà pubblica, per i corsi sia triennali che biennali, entro i 28 anni di età

  • Cultura accessibile a tutti vuol dire cultura senza barriere: incentivare e rafforzare il lavoro verso l’abbattimento di ogni barriera architettonica e/o di apprendimento nei luoghi della cultura (es: accanto ai visitatori in carrozzella, ci sono anche coloro che hanno difficoltà di lettura e apprendimento, si pensi a soggetti autistici, sordomuti o non vedenti.) Questo intero processo può e deve essere supportato dalle nuove tecnologie (ispirazione ai principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, 2008). In questo senso bisogna lavorare per incentivare gli enti impegnati sul fronte culturale all’adesione al “Manifesto per la cultura accessibile a tutti” (lanciato a Torino nel 2010 dalla Consulta per le Persone in Difficoltà)

Creare delle sinergie sempre più ampie con i privati italiani e stranieri.

  • Incentivare la collaborazione tra il pubblico e il privato, coinvolgendo quest’ultimo nelle donazioni e sponsorizzazioni. Sviluppare e migliorare il già esistente sistema de “gli amici del museo”, una modalità di fundraising ancora poco e male realizzata. Occorre rendere queste associazioni un fenomeno democratico di massa, laddove i cittadini, da meri utenti possono diventare partecipanti attivi della vita dei musei.
  • Incrementare e rafforzare il ruolo dell’Art Bonus per una defiscalizzazione via via sempre più forte.

Fondo etico per i Beni Culturali

  • La creazione del fondo può essere un aiuto concreto dove recepire donazioni (anche straniere) in favore del recupero e della manutenzione beni culturali, e in particolare a sostegno dei territori colpiti dalle calamità naturali. Il Fondo etico potrebbe essere foraggiato da una tassa di soggiorno applicata ai turisti e visitatori. Sulla stessa scia si dovrebbe predisporre la creazione di un fondo etico europeo per la cultura comunitaria.
  • La quota parte della Finanziaria destinata alla Cultura e alla Conservazione del Patrimonio stabilita per legge da una percentuale fissa: il 2%
  • Apertura di sedi regionali e internazionali dell’ISCR e OPD per la promozione del restauro italiano nel mondo. 

Predisporre un archivio digitale delle opere presenti nei depositi

  • La tecnologia è lo strumento con cui si può creare un circuito digitale virtuoso, un vero e proprio database che raccolga i dati sui prestiti temporanei di opere a realtà che richiedono e che rispondono ad adeguate e forti garanzie.
  • Incrementare la valorizzazione e la fruizione del patrimonio che si trova nei depositi (sia dei musei, che quelli preposti per la messa in sicurezza delle opere recuperate nelle zone colpite dal terremoto), tramite progetti di prestito temporaneo.

Industrie culturali e creative:

  • La valorizzazione e la conservazione del passato da sole non bastano: la cultura va prodotta e alimentata di continuo. Bisogna attrarre nuovi talenti e sviluppare politiche efficaci per le industrie culturali e creative. È indispensabile lavorare su quei settori che oggi rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo.
  • Rendere le nostre industrie e la nostra creatività gli ambasciatori della capacità innovativa dell’Italia sui mercati internazionali. La loro importanza è strategica, poiché la creazione di cultura genera automaticamente nuovi posti di lavoro e redditi.

Formazione del personale MIBACT

  • Apertura di sedi regionali e internazionali dell’ISCR e OPD per la promozione del restauro italiano nel mondo.
  • Corsi di aggiornamento per dipendenti MIBACT nei diversi settori per garantire un personale al passo con i tempi

Scuola

  • Riqualificare le cattedre secondo le aree disciplinari e non solo secondo il monte ore da svolgere.
  • Riformulare i piani di studi universitari affinché possano essere maggiormente corrispondenti alle nuove professioni
  • Rinnovare l’organizzazione del lavoro (spazi specialistici per le aree disciplinari, mobilità interna alla scuola di docenti e studenti).
  • Ricreare le biblioteche scolastiche (quasi del tutto azzerate da tempo) ripristinando il personale specifico e creando spazi comuni di studio e lavoro.
  • Inserire la lettura e il libro nella piena attività didattica, soprattutto nel curriculum di studi della scuola superiore, dove da molto tempo sono scomparsi e lasciati alla libera iniziativa dei docenti.
  • Promuovere l’insegnamento trasversale della lingua italiana in tutte le aree disciplinari.
  • Inserire la lingua inglese nelle varie aree disciplinari attraverso lettori di madre lingua smettendo di obbligare i docenti a insegnare la loro materia in una lingua diversa dall’italiano
  • Estensione della storia dell’arte con un monte ore stabilito presso tutte le scuole superiori di ogni ordine e grado.
  • Istituzione del numero chiuso nelle facoltà ad indirizzo storico artistico, archeologico, umanistico in generale.